


TUSCANIA - È da tempo realtà in diversi comuni la presenza di Unità di Cure Primarie UCP, ovvero di forme associative tra i medici di medicina generale, organizzati in una sede unica o collegati in rete con l’obiettivo di garantire continuità nell’assistenza primaria ai cittadini e limitare accessi impropri ai pronto soccorso.
Anche a Tuscania i medici di medicina generale: otto, complessivamente, sebbene nell’orario esposto all’ingresso del servizio ne compaiano solo quattro, si sono riuniti in un unico ambulatorio, ma la sede scelta, in via Verona, è del tutto inadeguata e l’elenco dei disagi segnalati dagli utenti si allunga ogni giorno di più.
“L’UCP presenta gravi criticità strutturali, oltre che organizzative, da risolvere con urgenza. Va assicurato il diritto alla salute nel rispetto della dignità della persona”, afferma il Circolo del PD di Tuscania.
“Tra le principali criticità che si registrano nella struttura dell’Unità di Cure Primarie, si evidenziano le barriere architettoniche, che rendono complicato l’accesso per le persone anziane e impossibile per chi ha difficoltà deambulatorie. Una situazione davvero paradossale in un presidio medico. Lo “scoiattolo” installato si è rivelato completamente inutile”.
“Esiguo lo spazio della sala d’attesa, tanto che molte persone sono costrette ad aspettare il proprio turno restando in piedi, in situazione di sovraffollamento, con un caldo insopportabile d’estate e al freddo in inverno. Sovraffollamento peraltro inevitabile anche in mancanza di una segreteria unificata e della possibilità, in alcuni casi, di essere visitati su appuntamento, salvo le urgenze. Per di più, la suddivisione degli ambienti non garantisce la privacy: è facile, nella sala d’attesa, ascoltare le conversazioni tra medici e pazienti”.
“Ancora. Il bagno per il pubblico, che deve essere separato da quelli del personale medico e dei collaboratori, non risponde ai criteri per l’utilizzo da parte delle persone con handicap”.
“Va poi ricordato che nelle UCP l’assistito deve ricevere assistenza dalle ore 10 alle 19, indipendentemente dalla presenza del proprio medico. A Tuscania, nonostante sia pubblicizzato l’orario continuato, in realtà risultano fasce orarie non coperte”.
“I medici di medicina generale che si costituiscono in Unità di Cure Primarie percepiscono una indennità aggiuntiva per il personale di studio, compensi per il coordinatore dell’UCP, per la condivisione in rete degli archivi degli assistiti e con i servizi Asl, oltre che degli spazi”.
“Quando si potrà iniziare a parlare sul serio della realizzazione di un presidio sanitario per i servizi di prossimità efficiente e moderno?”, chiede il Circolo del PD.
“Si continua a non dare risposte all’esigenza di avere, in un comune con più di ottomila abitanti, servizi all’altezza di una sanità moderna. Da più di venti anni -sottolinea la segretaria del Circolo, Daniela Venturi - si discute della necessità di dotare Tuscania di un nuovo presidio sanitario, ma i livelli competenti, Asl e Comune, non hanno finora trovato una soluzione. Zero fatti. Anzi, nel 2023 è stato perso il finanziamento Pnrr di 1.562.727 euro per la realizzazione, nel nostro comune, della Casa di Comunità, dove avrebbe potuto trovare sede la stessa UCP”.
“Si è lasciato che quei fondi finissero in altri presidi della provincia, perché non è stata trovata una struttura alternativa a quella inizialmente messa a disposizione dall’Ater né si è percorsa la strada per la costruzione di un complesso ex novo, magari utilizzando una quota delle compensazioni dell’installazione degli impianti Fer”.
“I vertici della Asl hanno il dovere di dire con chiarezza se c’è un progetto per la sanità a Tuscania. Fermo restando - conclude Venturi - che il sindaco è l’autorità sanitaria locale, interlocutore istituzionale della Asl nel rappresentare i bisogni delle cittadine e dei cittadini, e ha il compito, anche nell’Assemblea dei sindaci, di collaborare fattivamente per il bene della comunità”.